subscribe: Posts | Comments

Il capitale umano nel processo di asset allocation

0 comments

shutterstock_332699759_business

Un concetto molto spesso sottovalutato in sede di definizione dell’asset allocation strategica è quello del capitale umano.

La ricchezza totale di un individuo è costituita da due componenti: il capitale umano e il capitale finanziario. Il capitale umano rappresenta il valore attuale dei redditi da lavoro futuri. Il capitale finanziario è dato dagli investimenti in attività finanziarie e in immobili.

Il capitale umano rappresenta in molti casi la principale forma di ricchezza di un individuo. Molto probabilmente la ricchezza di un giovane di 25 anni sarà costituita quasi esclusivamente da capitale umano. Nel corso del tempo tale capitale umano pagherà dei “dividendi” in forma di reddito da lavoro che andranno ad incrementare il capitale finanziario. Questa fase della vita viene spesso definita come fase di “accumulazione”. Alla fine della vita lavorativa la ricchezza sarà costituita esclusivamente da capitale finanziario.

I flussi da redditi da lavoro vengono tradizionalmente assimilati a quelli di un’obbligazione. Se questo è vero e se nelle fasi iniziali della vita lavorativa il capitale umano ha il peso preponderante, nel decidere l’allocazione del capitale finanziario si dovrebbero privilegiare gli investimenti azionari. In molti casi la componente azionaria del capitale finanziario assumerebbe un peso del 100% che dovrebbe man mano andare a ridursi nel corso della vita lavorativa di pari passo con la diminuzione del  peso relativo del capitale umano rispetto a quello finanziario.

Se questo è vero in termini generali va però che il reddito da lavoro non puo’ essere però considerato risk-free. La sua rischiosità varia in base al tipo di attività. Se i flussi di reddito di un professore universitario possono essere effettivamente equiparati a quelli di un’obbligazione, i redditi di uno stock broker si avvicinano più ad un investimento azionario in termini di rischiosità. Dunque, nel primo caso, il professore universitario è come se avesse già investito parte della sua ricchezza totale in reddito fisso e può quindi allocare più risorse ad investimenti rischiosi. Lo stock-broker, al contrario, dovrà allocare una parte maggiore della sua ricchezza finanziaria ad investimenti relativamente meno rischiosi.

Per quanto riguarda lo stock-broker, inoltre, se investisse in azioni si porrebbe anche un problema di correlazione tra il suo settore occupazionale e il suo portafoglio finanziario. In caso di forti ribassi del mercato azionario subirebbe delle perdite nel suo portafoglio finanziario e vedrebbe probabilmente accresciuti i rischi di perdere il suo lavoro. È buona regola non avere investimenti finanziari che siano correlati con la propria occupazione. Questo aspetto è troppo spesso trascurato perché gli investitori preferiscono detenere attività finanziarie con cui hanno o credono di avere familiarità. Ecco quindi che molti lavoratori detengono parti rilevanti del loro portafoglio finanziario investito in azioni della società per cui lavorano o di società che operano nello sesso settore con conseguente concentrazione dei rischi. Se il datore di lavoro dovesse fallire, il dipendente si ritroverebbe a sopportare delle perdite sul suo portafoglio finanziario oltre ad aver perso il lavoro.

La flessibilità del lavoro, cioè la possibilità di lavorare di più in caso di necessità, è anch’essa un fattore da considerare in fase decisione dell’asset allocation. Un lavoro più flessibile dà la possibilità di superare più facilmente eventuali fasi avverse del mercato e consente quindi di destinare agli investimenti in azioni un peso maggiore.

Per concludere, da quanto sopra appare necessario tener conto anche del capitale umano dell’investitore in sede di determinazione dell’asset allocation strategica. Considerazioni appropriate vanno anche fatte riguardo alla sua rischiosità e alla sua correlazione con le altre classi di attività in portafoglio al fine di evitare allocazioni errate o una eccessiva concentrazione dei rischi.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando ad usare questo sito accetti la legge sui cookies. maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi