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La Gran Bretagna è fuori dall’Unione Europea

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shutterstock_183183332_UK_dalla NASA

La Gran Bretagna ha scelto di uscire dall’Unione Europea. Sfidando i moniti di esperti, economisti, banchieri e politici, gli inglesi hanno deciso di affermare la propria indipendenza.

Movimenti violenti sui mercati

Il voto ha causato movimenti violenti sui mercati valutari durante la notte. La sterlina ha perso il 10% del suo valore contro il dollaro e ha toccato il livello più basso dal 1985. Anche l’Euro è sceso del 4% a seguito delle aspettative che l’esito del referendum ora diventerà un problema per l’Europa. Forti pressioni al ribasso anche sui mercati azionari questa mattina.

Molti operatori sono stati presi in contropiede visto che il mercato aveva da qualche giorno cominciato a prezzare la vittoria del “remain”, apparentemente anche sulla base di sofisticati sondaggi privati commissionati da alcuni hedge funds. La chiusura di tali posizioni speculative nella notte in un mercato illiquido ha amplificato i movimenti.

George Soros, il finanziere noto come “l’uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra” per aver guadagnato una fortuna nel 1992 scommettendo contro la sterlina, ha dichiarato che in caso di Brexit la moneta inglese si sarebbe deprezzata del 20%.

Cosa sucederà ora?

Le banche centrali tenteranno di rassicurare i mercati mostrando che hanno piani di stabilizzazione già pronti. Il governatore Carney  ha già annunciato che la Banca d’Inghilterra è pronta a fornire 250 miliardi di sterline di liquidità. Si vuole scongiurare il pericolo che tutto questo si trasformi in una crisi del settore bancario. Anche la banca del Giappone è probabilmente presente sul mercato per impedire un ulteriore rafforzamento della valuta nipponica sotto quota 100 contro dollaro.

Il primo ministro Cameron ha appena annunciato le sue dimissioni. Rimmarà però in carica per altri tre mesi nell’attesa che il partito conservatore scelga un successore che dovrà poi attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona che regola il meccanismo di uscita di uno stato membro. A partire dalla notificazione da parte inglese dell’intenzione di uscire dall’unione, Europa e Gran Bretagna avranno due anni per negoziare i termini del divorzio. I Trattati non si applicheranno più allo stato uscente a partire dal giorno in cui viene raggiunto l’accordo che regola le condizioni per l’uscita.

Il significato profondo di questa scelta

Cattura20I leader europei ora probabilmente mostreranno i muscoli alla gran Bretagna nel corso dei negoziati per scoraggiare altri paesi ad intraprendere la stessa strada. Il presidente della Commissione Europea Junker ha già annunciato che “i disertori non saranno accolti a braccia aperte”. La scelta della Gran Bretagna suonerà come un campanello d’allarme e secondo noi potremmo vedere da parte europea un rilassamento di alcune misure di austerità per evitare che le istanze indipendentiste già forti in molti paesi acquistino nuovo vigore dopo il voto inglese.

Crediamo che, da un punto di vista economico-finanziario, la Brexit non avrà le conseguenze catastrofiche che molti prevedono. Ciò che spaventa di più le autorità europee è invece il significato politico e culturale di questa decisione che è destinata a segnare profondamente la storia dell’esperienza comune europea.

 

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