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La tolleranza al rischio finanziario

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tolleranza al rischio finanziario

La tolleranza al rischio finanziario consiste nella disponibilità ad accettare la possibilità che un investimento abbia un esito (negativo) diverso da quello auspicato. Essa assume un ruolo fondamentale in sede di costruzione di un portafoglio che risponda alle esigenze psicologiche dell’investitore. Individui che riescono a tollerare un rischio più alto possono costruire un portafoglio più aggressivo e, di norma, nel medio/lungo periodo conseguono rendimenti maggiori. In questo senso vengono “ricompensati” per il rischio che sostengono.

La tolleranza al rischio attiene alla sfera psicologica dell’individuo ed è determinata dalla genetica e dall’ambiente. È un tratto relativamente stabile della nostra personalità anche nel se corso della vita di un uomo si possono avere delle modificazioni causate dall’età o dalle esperienze vissute.

Generalmente la tolleranza ai rischi finanziari tende a diminuire con l’avanzare dell’età. Ciò può essere dovuto a modificazioni biologiche che impongono una maggiore prudenza o molto più spesso a considerazioni pragmatiche date dal fatto che con il passare degli anni un individuo ha sempre meno tempo per recuperare i danni di un investimento sbagliato. Mano a mano che ci si avvicina al periodo della pensione l’obiettivo si sposta sulla protezione del capitale accumulato piuttosto che sulla sua crescita.

Esperienze particolarmente negative con un particolare tipo di investimento possono causare un’accresciuta percezione del rischio relativo all’investimento stesso. Eventi di mercato traumatici come quelli dell’ultima crisi del 2008/2009 portano con sé un’ondata di avversione al rischio destinata a rimanere per diverso tempo.

Generalmente la tolleranza al rischio finanziario aumenta con il livello di educazione. Ci riferiamo qui alla specifica educazione finanziaria e non al grado di educazione in senso generico. È proprio la familiarità, la conoscenza delle tematiche relative agli investimenti che contribuisce all’accettazione dei rischi ad essi connessi.

Un’altra assunzione generalmente condivisa è che gli uomini siano più disposti a prendere rischi rispetto alle donne. Questo vale in tutti i contesti di rischio, tranne forse in quello sociale. La donna tende a percepire in molti casi un maggior rischio legato a una particolare attività in quanto associa ad esso una maggiore probabilità di esito negativo e nel caso questo effettivamente si verifichi ne deriva una maggiore partecipazione emotiva rispetto all’uomo. Alcune teorie evolutive asseriscono che il fatto che la donna veda in molte situazioni più rischi rispetto all’uomo ne ha fatto nel corso della storia una miglior custode della preservazione della famiglia e con essa della specie.

A questi fattori evolutivi si associano anche fattori sociali che fanno della gestione degli investimenti in molte società contemporanee un’attività ancora prevalente maschile. Da alcune parti si evidenzia come il fatto che gli uomini siano più disposti ad assumere rischi finanziari dipenda invece solo dalla circostanza che viviamo in una società dove purtroppo ancora gli uomini possono in media godere di redditi più alti e hanno quindi a disposizione maggiori risorse finanziarie che li rendono più disponibili ad accettare l’esito incerto di un investimento.

Generalmente i single tendono ad essere più propensi al rischio rispetto alle coppie sposate, specie se con figli, in quanto probabilmente queste sentono su di sé le responsabilità di una famiglia e tendono ad evitare scelte che potrebbero compromettere la stabilità finanziaria del nucleo familiare.

In alcuni casi l’assunzione di particolari rischi può essere percepita come una caratteristica socialmente desiderabile che porta ad associare particolari benefici al fatto di intraprendere l’attività rischiosa stessa.

Per concludere, da quanto esposto sopra emerge come non si possa parlare di una generica attitudine al rischio ma come invece questa vada indagata nello specifico contesto di rischio considerato. Per quanto riguarda la tolleranza al rischio finanziario, questa si presenta come una caratteristica psicologica determinata dalla genetica e dall’ambiente.  Fattori demografici come l’età, il sesso, condizioni famigliari, educazione giocano un ruolo nella definizione della tolleranza al rischio. Questa tende ad essere abbastanza stabile anche se alcune variazioni possono verificarsi nel corso del tempo sotto l’influenza di elementi quali l’età o la formazione finanziaria.

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