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Quando le formiche pagano per le cicale

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E’ Natale, ma invece di essere più buoni vogliamo esprimere un concetto estremamente impopolare.

Nell’immaginario collettivo, animato – scusate l’espressione abusata – da una sorta di populismo finanziario, il bail-in è una mannaia che qualche oscuro burocrate di Bruxelles ad ogni pie’ sospinto minaccia di calare sulla testa degli onesti risparmiatori della penisola.

Secondo noi il concetto di bail-in nasce da un’istanza sacrosanta e cioè che non siano tutti i contribuenti indistintamente a sobbarcarsi i costi del dissesto di una banca ma solo chi ha scelto di assumersene il rischio maggiore.

Certo il bail-in nella sua formulazione attuale non è immune da criticità e andrebbe forse rivisto e reso più flessibile. Evitarlo è un bene ma il punto centrale va salvaguardato: non tutti gli investitori vanno tutelati nello stesso modo.

Nel bail-in i primi che sono chiamati a pagare sono infatti gli azionisti e i detentori di obbligazioni subordinate. Questi sono gli strumenti più rischiosi e chi li compra lo fa perché garantiscono nel tempo un ritorno mediamente più elevato.

Un’obbligazione subordinata ha un rendimento maggiore di un’obbligazione senior (non subordinata) e ancora maggiore di un deposito proprio per remunerare il maggior rischio che incorpora.

Nel caso Monte dei Paschi pagheranno gli azionisti, che vedranno scendere il valore dei titoli che detengono, ma non, se non in minima parte gli obbligazionisti subordinati.

Quindi ogni contribuente italiano, anche se fatica a far quadrare i suoi conti alla fine del mese, si troverà a pagare per chi ha scelto di comprare titoli speculativi. Chi non ha praticamente ottenuto niente dai suoi soldi depositati in banca perché non voleva rischiare di perdere, si troverà a proteggere chi ha incassato grasse cedole dai suoi titoli subordinati (a quanto pare non solo gli investitori retail ma anche quelli istituzionali).

Si badi bene. Parliamo di chi ha coscientemente scelto di rischiare. Chi è stato raggirato e spinto in malafede ad investire in titoli non adatti a lui deve essere protetto in tutte le sedi e con la massima determinazione e celerità. I manager che hanno autorizzato e favorito la vendita di prodotti inadeguati devono essere puniti in modo esemplare. Chi ha causato questo dissesto deve risponderne.

Ma così, salvando tutti, il fuoco si spegnerà subito e nessuno pagherà, se non Carla, Paolo, Massimo, Luigi, Ruggero, e tanti altri contribuenti che nulla avevano a che fare con il Monte dei Paschi.

La costituzione tutela il risparmio. Forse quello della formiche andrebbe tutelato più di quello delle cicale.

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