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Esiste una “generica” predisposizione al rischio?

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tolleranza al rischio

 

Ogni individuo ha un diverso modo di rapportarsi con il rischio. Sicuramente ci sarà capitato di incontrare persone che amano il rischio e altre che lo detestano.

In realtà però parlare di una “generica” predisposizione al rischio ha poco senso. È ampiamente dimostrato che la nostra attitudine ad assumere rischi varia in maniera significativa rispetto al contesto in cui ci troviamo.  Tra i vari ambiti all’interno dei quali mostriamo una diversa attitudine al rischio possiamo considerare quello etico (ad esempio dichiarare in modo infedele i propri redditi, avere una relazione extra-coniugale), quello finanziario (investimenti, scommesse), quello sociale (parlare in pubblico, esprimere un’opinione diversa rispetto a un proprio superiore sul posto di lavoro), quello della salute e della sicurezza (bere alcolici, assumere droghe, fumare, non allacciare la cintura di sicurezza), quello dello sport e delle attività ricreative (praticare sport estremi, fare viaggiare avventurosi).  La Dospert Scale è una scala psicometrica misura l’attitudine al rischio in questi cinque contesti.

L’ attitudine al rischio di un individuo quando passa da un contesto all’altro varia in modo molto rilevante mentre è abbastanza stabile all’interno del contesto stesso. Quindi è abbastanza probabile che chi fa sci estremo possa anche fare dei viaggi avventurosi (le due attività appartengono allo stessa tipologia di rischio) ma non è altrettanto scontato che sia anche disposto a fare investimenti finanziari rischiosi (differente tipo di rischio). Spesso sono più rilevanti le differenze nell’atteggiamento verso il rischio di uno stesso individuo quando si confronta con contesti e situazioni diverse piuttosto che le differenze nell’attitudine al rischio di individui diversi. Da qui nasce la criticabilità di questionari di profilazione del rischio finanziario il cui scopo è indagare una generica propensione al rischio dell’investitore.

Quando si parla di attitudine al rischio ci si muove su una scala che va dalla assoluta avversione al rischio all’estremo opposto che è quello della ricerca del rischio. Il posizionamento all’interno di questa scala dipende in gran parte da come i rischi vengono percepiti. Individui diversi percepiscono in modo diverso i benefici e i rischi connessi a una determinata attività. È la percezione del rischio che varia piuttosto che l’attitudine al rischio stesso.

La tolleranza al rischio finanziario è quindi solo una delle facce del rapporto col rischio di un individuo e certamente non quella dominante nel determinare come un individuo percepisce la propria propensione generale al rischio. L’idea di come un individuo percepisce la sua generica attitudine al rischio deriva molto più spesso dalla sua disponibilità a compiere attività che potrebbero risultare in un danno fisico o dalla sua predisposizione ad affrontare rischi in campo sociale.

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