Guida agli investimenti

Asset allocation

Asset allocation


Che cos’ è l’asset allocation

L’asset allocation è la combinazione percentuale delle diverse classi di attività presenti all’interno di un portafoglio.

Si può distinguere tra:

  • asset allocation strategica, che corrisponde alla distribuzione di lungo periodo scelta per la parte “core” del portafoglio,
  • asset allocation tattica, che invece risponde a logiche più di breve periodo.


Quali sono le maggiori classi di attività investibili?

Possiamo distinguere almeno 4 macro classi di attività:

  • Azioni
  • Obbligazioni
  • Asset reali
  • Cash

La “torta” che rappresenta l’allocazione percentuale alle diverse classi di attività viene detta asset allocation.

La figura sotto rappresenta due ipotetiche asset allocation. La prima, in cui la percentuale di asset rischiosi è molto minore, potrebbe essere associata ad un profilo conservativo mentre la seconda, dove la percentuale di azionario è maggiore, si adatta di più a chi può sopportare più oscillazioni del valore del portafoglio.

Si tratta di allocazioni che si adattano a investitori con profili di rischio diversi, cioè con una diversa attitudine a sopportare i rischi finanziari.

Quali fattori incidono nella definizione di questa torta?

La scelta più importante è in genere quanto peso allocare all’asset class azionaria, che è quella più rischiosa tra le macro classi di attivi.

Per determinare un’allocazione adeguata si considerano alcuni fattori quali:

  • Tolleranza al rischio: chi può tollerare più oscillazioni può inserire in portafoglio più asset rischiosi. Questo può dipendere da una psicologia che non gli fa soffrire gli alti e bassi del mercato o da una situazione finanziaria che fa sì che non abbia bisogno a breve dei soldi investiti o che gli consente comunque di attingere ad altre disponibilità in caso di bisogno.
  • Orizzonte temporale: i mercati oscillano ma nel lungo periodo, almeno in passato, hanno sempre avuto la tendenza a salire. Chi ha un orizzonte temporale più lungo può ignorare le oscillazioni di breve periodo e inserire in portafoglio asset più rischiosi per sfruttare la loro tendenza a salire nel lungo periodo.
  • Obiettivi dell’investitore: ad esempio, se un investitore ha bisogno dei soldi per finanziare un importante acquisto a breve dovrà evitare asset il cui prezzo oscilla molto altrimenti si potrebbe trovare obbligato a liquidarli in perdita; se invece investe per accumulare un capitale per la pensione ha probabilmente davanti a sé molto più tempo e questo gli consente di inserire in portafoglio asset più rischiosi.

Quanto conta l’età dell’investitore

Come regola generale, un investitore giovane, se non ha bisogno di fondi a breve, può permettersi di sopportare un rischio maggiore perché ha molto tempo davanti a sé per recuperare eventuali discese del mercato.

Soprattutto negli Stati Uniti si fa spesso riferimento ad una regoletta per l’allocazione percentuale ottimale all’azionario e cioè 100 – età dell’investitore.

Quindi, per esempio, un ventenne dovrebbe avere l’80% di azionario (100-20). Un settantenne il 30% (100-70).

Si tratta di certamente di una semplificazione ma seguire questa regoletta consente di implementare un tipo di asset allocation dinamica che fa rischiare di più l’investitore quando ha tempo per recuperare e lo fa diventare conservativo quando non è opportuno dissipare il capitale accumulato.


All Topics

SCHOOL OF FINANCE

Cube Financial Education

Corsi pratici e concreti, che rendono comprensibili anche argomenti complessi, pensati per chi non si stanca di migliorare.