Le azioni growth
Le azioni growth sono le azioni di società con un tasso di crescita superiore a quello del mercato in termini di fatturato e utili.
Si tratta di azioni che trattano a valutazioni elevate (ad esempio possono avere un P/E alto) in quanto scontano tassi di crescita sostenuti che si presume garantiranno utili elevati in futuro.
Generalmente pagano pochi dividendi o non ne pagano affatto perché tutte le risorse sono utilizzate per finanziare la crescita.
Le azioni value
Le azioni value trattano invece ad un prezzo di mercato che è ritenuto inferiore al loro valore fondamentale. I multipli sono, in questo caso, inferiori rispetto alle altre azioni.
Spesso si tratta di imprese più consolidate che pagano dividendi più alti rispetto a quelle growth.
Le azioni value tendono ad essere più cicliche rispetto a quelle growth.
Il concetto di value trap
Le azioni value sono spesso acquistate volentieri dagli investitori che preferiscono comprare azioni a buon mercato che pagano dividendi piuttosto che azioni care che non pagano dividendi e che potrebbero essere sopravvalutate.
Ci sono due problemi però con le azioni value.
- In primo luogo, il valore fondamentale cui si guarda quando le si confronta con il prezzo di mercato spesso non è facile da definire e risponde anche a valutazioni soggettive
- In secondo luogo, a volte c’è un motivo valido se le azioni trattano a buon mercato. Si parla in questo caso di value trap. Potrebbe trattarsi per esempio di imprese con un modello di business superato, che sono caratterizzate da inefficienze operative che potrebbero non trasparire dai conti o che sono vittime di conflitti interni.
I grandi investitori value
Molti grandi investitori hanno comunque fatto la loro fortuna identificando buone azioni sottovalutate e tenendole per un lungo periodo.
Tra questi vanno ricordati certamente Warren Buffet e Charlie Munger di Berkshire Hathaway.
Buffet ha appreso i principi del value investing dal suo mentore Benjamin Graham e ha costruito un impero investendo in aziende solide a prezzi convenienti.
Graham incoraggiava gli investitori comprare a prezzi inferiori al valore intrinseco e a vedere se stessi come proprietari di una parte dell’azienda piuttosto che semplici speculatori sul mercato azionario. Si tratta di un principio adottato in pieno da Buffet che ha sempre comprato azioni come se stesse acquistando la proprietà di parte dell’azienda con l’intento di detenerle per decenni.
Il grande rally delle azioni tecnologiche
Gli anni che sono seguiti alla grande crisi del 2008 non sono però stati molto fortunati per le azioni value. La grande crescita delle azioni tecnologiche, che hanno le caratteristiche delle azioni growth, hanno determinato una lunga sottoperformance dello stile value che si protrae ancora oggi.
Il grafico sotto, riferito al mercato statunitense, mostra la sottoperformance dello stile di investimento value degli ultimi anni.
