Guida agli investimenti

Break-even inflation

Break-even inflation


Che cosa si intende per break-even inflation


La break-even inflation è un concetto utilizzato quando si analizzano le obbligazioni indicizzate all’inflazione.

Per breakeven inflation si intende la differenza tra il rendimento di un bond convenzionale (rendimento nominale) e il rendimento di un bond inflation- linked (rendimento reale) e costituisce una misura dell’inflazione attesa.

Per capire questa relazione occorre pensare a come un rendimento reale è ottenuto:

Rendimento reale = Rendimento nominale – Inflazione attesa

Il rendimento reale che si ottiene da un bond è quindi ciò che si ottiene dal rendimento nominale al netto dell’inflazione attesa.

Da questo si deriva che:

Inflazione attesa = Rendimento nominale – Rendimento reale

In realtà si tratta di una buona approssimazione perché, più precisamente, l’inflazione di breakeven è pari a:

(1 + Rendimento nominale)/(1+Rendimento reale)


Quindi se il rendimento di un bond convenzionale è pari al 4% e quello reale di un bond inflation-linked è pari al 2%, la breakeven inflation sarà pari a:

Breakeven Inflation = 1.04/1.02 = 1.96%



A che cosa serve la break-even inflation?


La break-even inflation è utile per farsi un’idea sulla convenienza o meno di acquistare un bond inflation-linked.


In particolare:

  • se il tasso medio di inflazione che si verificherà nel corso della vita dell’obbligazione sarà maggiore dell’inflazione di break-even, i titoli indicizzati si riveleranno convenienti

  • se il tasso medio di inflazione che si verificherà nel corso della vita dell’obbligazione sarà uguale all’inflazione di break-even, i titoli indicizzati e titoli convenzionali si riveleranno equivalenti

  • se il tasso medio di inflazione che si verificherà nel corso della vita dell’obbligazione sarà minore dell’inflazione di break-even, i titoli convenzionali si riveleranno convenienti



Facciamo alcuni esempi pratici


Facciamo qualche esempio pratico per comprendere quanto sopra. Vediamo tutti e tre i casi.

1) Inflazione realizzata uguale alla break-even inflation


Supponiamo il caso di avere:

  • Un bond convenzionale con cedola nominale del 3.02%
  • Un bond inflation-linked con cedola reale dell’1%
  • Un’inflazione attesa (breakeven inflation) al momento della sottoscrizione del 2%
  • Un’inflazione realizzata costante al 2% nel corso della vita del bond


Visto che l’inflazione che si realizza è esattamente uguale a quella che era attesa (breakeven-inflation), alla fine i due investimenti saranno esattamente equivalenti in termini di rendimento alla scadenza.

Come si vede dalla tabella, i valori nominali del capitale e delle cedole del bond convenzionale sono fissi durante la vita del bond mentre il loro valore reale si riduce a causa dell’erosione operata dall’inflazione.

Al contrario, per un bond inflation linked, sono i valori reali del capitale e delle cedole a rimanere costanti nel corso della vita del bond grazie al fatto che le quantità nominali vengono aggiustate al rialzo per tener conto della crescita del livello dei prezzi.

Nel caso dell’inflation linked, il rendimento reale è garantito all’1% mentre nel caso del bond convenzionale il rendimento reale dipenderà dall’inflazione che effettivamente si realizzerà.



2) Inflazione realizzata inferiore alla break-even inflation


Supponiamo che nel corso della vita del bond l’inflazione sia costante e pari a 0%.

In questo caso abbiamo quindi:

  • Un bond convenzionale con cedola nominale del 3.02%
  • Un bond inflation-linked con cedola reale dell’1%
  • Un’inflazione attesa (breakeven inflation) al momento della sottoscrizione del 2%
  • Un’inflazione realizzata costante allo 0% nel corso della vita del bond


In questo caso, visto che l’inflazione che si realizza è minore di quella attesa implicita nei prezzi dei due bond al momento della sottoscrizione, sarebbe stato più conveniente investire nel bond convenzionale.

In assenza di inflazione, il rendimento reale sarebbe stato infatti pari al rendimento nominale e quindi pari al 3.02%. Al contrario, dal bond inflation-linked si sarebbe ottenuto il rendimento garantito dell’1%. Questo si sarebbe rivelato quindi un investimento peggiore in termini di rendimento reale.



3) Inflazione realizzata superiore alla break-even inflation


Analizziamo ora invece il caso opposto, quello cioè di un’inflazione costante al 4% nel corso della vita del bond, maggiore quindi di quella attesa al momento della sottoscrizione (2%).

In questo caso abbiamo:

  • Un bond convenzionale con cedola nominale del 3.02%
  • Un bond inflation-linked con cedola reale dell’1%
  • Un’inflazione attesa (breakeven inflation) al momento della sottoscrizione del 2%
  • Un’inflazione realizzata costante al 4% nel corso della vita del bond


In questo caso, sarebbe stato conveniente investire nel bond inflation-linked in quanto il rendimento reale garantito dell’1% sarebbe stato maggiore del rendimento reale del bond convenzionale (-0.94%).

Il valore reale del capitale e delle cedole del bond convenzionale sono erosi da un’inflazione elevata mentre il bond indicizzato assolve alla sua funzione di garantire un determinato rendimento reale indipendentemente dall’inflazione che si realizza.

Quindi, in genere, chi investe in un bond inflation linked lo fa perché ritiene che l’inflazione media che si realizzerà nel corso della vita del bond sarà maggiore della breakeven inflation, cioè dell’inflazione attesa implicita nei prezzi dei bond al momento dell’acquisto.

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