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Ciclo economico

Ciclo economico

Che cosa si intende per ciclo economico?


Per ciclo economico si intendono quelle fluttuazioni periodiche dell’attività economica di un paese o di un’area geografica intorno al trend potenziale di crescita di lungo periodo.

L’economia tende ad attraversare fasi di contrazione e di espansione che influenzano variabili quali inflazione e disoccupazione cui governi e banche centrali rispondono con adeguate politiche fiscali e monetarie.

Le fluttuazioni cicliche possono essere indotte da diversi fattori quali, tra gli altri, variazioni della domanda aggregata, shock esterni, innovazioni tecnologiche, fiducia di imprenditori e consumatori, politiche economiche.



Ciclo economico vs crescita di lungo periodo


Il potenziale di crescita di lungo periodo dell’economia è dato da fattori quali:

  1. Disponibilità di capitale
  2. Disponibilità di forza lavoro
  3. Produttività


In altre parole, il potenziale di crescita di lungo periodo è dato dalla disponibilità di fattori produttivi e dall’efficienza con cui vengono utilizzati.

In questo contesto, il PIL potenziale è il livello massimo di produzione che un’economia, sulla base dei fattori produttivi disponibili, può sostenere senza generare pressioni inflazionistiche.

Proprio a causa delle fluttuazioni cicliche, l’economia si trova spesso a deviare dal suo potenziale di crescita di lungo periodo. Si parla in questo caso della formazione di un output gap positivo o negativo.

In fasi di espansione oltre il PIL potenziale, i fattori di produzione tendono ad essere sovrautilizzati e questo produce pressioni inflazionistiche.

In fasi di contrazione dell’economia, si ha invece una sottoutilizzazione dei fattori produttivi che può portare ad un aumento della disoccupazione.

Governi e banche centrali intervengono con politiche restrittive o espansive per smussare gli effetti più indesiderati del ciclo economico.



Le 4 fasi del ciclo economico


Ogni ciclo economico viene in genere distinto in quattro fasi distinte:

  1. Recessione
  2. Ripresa
  3. Espansione
  4. Rallentamento



L’accorciamento del ciclo economico


L’evidenza degli ultimi anni mostra come ci sia una certa tendenza all’accorciamento dei cicli economici. Se guardiamo alle recessioni individuate dal NBER (National Bureau of Economic Research), l’organismo statunitense deputato all’elaborazione di una cronologia dei cicli economici statunitensi, si nota come la lunghezza dei periodi di recessione sembri essersi ridotta in modo significativo rispetto al passato.


Questo può essere dovuto ad una serie di fattori quali:

  • Un maggiore interventismo di banche centrali e governi per evitare recessioni economiche e cadute dei mercati finanziari (es. FED put, politiche fiscali post-pandemiche).

  • La fine degli episodi deflattivi. L’esperienza della Grande Depressione ha insegnato a spegnere le deflazioni sul nascere in quanto queste hanno un effetto non solo sul PIL nominale ma anche su quello reale.

  • Il maggiore peso nelle economie della componente servizi che è per sua natura meno ciclica rispetto all’industria manifatturiera.

  • Una migliore gestione delle scorte da parte delle aziende grazie alle nuove tecnologie.

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