Che cosa si intende per momentum?
Il concetto di momentum ha ha che fare con la persistenza della performance di un certo asset.
Il concetto è molto semplice. Proprio come nella fisica un oggetto tende a rimanere in movimento finché non interviene una forza esterna, anche nel mondo degli investimenti un asset che ha performato bene tende a continuare a farlo per un certo periodo di tempo mentre uno che ha performato male tende a continuare a performare male.
Nel contesto delle strategie momentum, l’intervallo temporale considerato ha una importanza fondamentale.
Generalmente si è osservato che gli investimenti che hanno performato bene negli ultimi 3-12 mesi (formation period) tendono a farlo anche nei prossimi 1-12 mesi (holding period).
Su periodi molto lunghi o molto brevi intervengono invece fenomeni di ritorno verso la media (mean reversion) dei prezzi degli asset. Con il momentum non si nega quindi l’esistenza di mean reversion dei mercati ma semplicemente si osserva che su certi intervalli temporali i rendimenti tendono ad essere più autocorrelati.
A volte, nelle strategie momentum, tra formation period e holding period si inserisce un breve intervallo per consentire ai prezzi un fisiologico ritracciamento dopo un rialzo. Per esempio, in questi casi, come formation period si può utilizzare il periodo 12-1 che va da 12 mesi a un mese prima dell’osservazione.
Perché il momentum funziona?
La spiegazione più comunemente accettata circa l’esistenza del momentum deriva dalla finanza comportamentale che collega il momentum stesso al modo in cui le informazioni vengono assimilate dal mercato.
Nel breve periodo gli investitori tendono ad essere lenti nel metabolizzare le nuove informazioni. Per la teoria dei mercati efficienti le nuove informazioni dovrebbero essere immediatamente incorporate nei prezzi. In realtà in una prima fase intervengono alcuni bias comportamentali che tendono a ritardare questo processo.
In un primo momento si tende infatti ad “ancorare” le proprie aspettative ai livelli di prezzi precedenti (anchoring) e a vendere i propri winners troppo presto, frenandone la salita o a ritardare la vendita dei propri losers per evitare di realizzare perdite, rallentandone così la caduta (disposition effect). Tutto questo ha l’effetto di rallentare la partenza del trend.
In una seconda fase invece tutti vogliono salire tutti sul carro del vincitore (bandwagon effect) convinti che la tendenza recente continuerà per sempre (recency e representativeness bias).
Quindi ad una iniziale underreaction segue una successiva overreaction che tende a dilatare la persistenza del trend. Una volta che il trend si è consolidato i gestori sono particolarmente propensi a mettere gli asset che hanno performato meglio nei propri portafogli per dimostrare ai clienti di aver cavalcato i cavalli vincenti.
Absolute vs relative momentum
Si possono distinguere due tipi di momentum:
- Assoluto – quando la performance passata dell’asset predice la sua performance futura. Questo tipo di momentum, anche detto trendfollowing (o time-series momentum), investe nell’asset solo se il trend è positivo, altrimenti investe in strumenti risk free. Per determinare se il trend è positivo o negativo si può guardare alla media mobile di lungo periodo (approccio questo reso popolare da Faber) e investire nell’asset solo se il suo prezzo è sopra la media mobile. In alternativa si può guardare all’excess return rispetto all’asset risk free (Antonacci) e investire solo se l’excess return è positivo.
- Relativo – quando la performance relativa passata dell’asset predice la sua performance relativa futura. In questo caso la performance dell’ asset viene confrontata con quella di altri asset nell’ipotesi che quello relativamente migliore continuerà ad esserlo per un certo periodo. Il momentum relativo seleziona quindi quell’asset o quegli asset la cui performance nel formation period è stata superiore rispetto agli altri. Il momentum relativo è detto anche relative strenth (o cross-sectional) momentum.
E’ molto importante notare che le funzioni cui assolvono questi due tipi di momentum all’interno di una strategia di portafoglio non sono le stesse. Entrambi possono aumentare il rendimento ma solo il momentum assoluto riduce i significativamente rischi e il drawdown del portafoglio. L’absolute momentum funziona meglio dei bond nel ridurre la correlazione col mercato azionario (si veda questo post) e riduce il bisogno di diversificare con classi di attività che presentano un basso rendimento atteso.
I migliori risultati (soprattutto in strategie long only) si ottengono con una combinazione dei due. In questo caso il momento relativo consente un miglioramento della performance mentre il momento assoluto consente di evitare scenari negativi uscendo dal mercato una volta identificato un trend al ribasso.
Come misurare il momentum
Tra le metriche utilizzate per misurare la forza del trend, la più comunemente utilizzata è il rendimento passato.
Altre misure possono però essere talvolta utilizzate.
Tra queste, in modo non esaustivo, possiamo menzionare:
- la differenza tra il prezzo e la media mobile a n-periodi,
- il differenziale tra una media mobile più breve e una più lunga,
- la pendenza della media mobile,
- il percentile in cui si trova il prezzo rispetto al range nel formation period,
- la differenza in termini di deviazioni standard rispetto alla media.
Come fare dei test sul momentum?
Per chi vuole fare dei test per vedere come funzionano delle strategie basate sul momentum, il sito Portfolio Visualizer https://www.portfoliovisualizer.com/analysis offre degli strumenti molto efficaci e semplici da usare.
Tutta la parte di Tactical Asset Allocation offre dei tool per testare modelli di asset allocation tattica basati sul momentum.