Quali sono gli obiettivi principali delle banche centrali?
Le banche centrali hanno come obiettivo il mantenimento della stabilità dei prezzi.
Questo è l’unico mandato della BCE mentre la Federal Reserve ha anche un obiettivo in termini di massima occupazione sostenibile.
Obiettivi della FED
I due obiettivi della Federal Reserve sono:
- Price stability: l’obiettivo della FED è un’inflazione media del 2% nel lungo periodo.
- Maximum employment: l’obiettivo è la massima occupazione sostenibile. Non si fissa un obiettivo numerico fisso perché le condizioni del mercato del lavoro cambiano continuamente ma si ritiene questo sia intorno al 3-4%.
Il cosiddetto dual mandate risale al 1977. L’individuazione del 2% come obiettivo di inflazione risale al 2012.
Nel 2020 vi è stata una revisione del policy framework che ha introdotto il cosiddetto “average inflation targeting”.
L’obiettivo è diventato quello di un’inflazione media al 2% nel lungo periodo.
Nel 2020 si veniva da un lungo periodo di inflazione sotto il target. La decisione mirava quindi a tollerare un periodo di inflazione (moderatamente) sopra il 2% fissando un obiettivo in termini di inflazione media.
https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/review-of-monetary-policy-strategy-tools-and-communications-statement-on-longer-run-goals-monetary-policy-strategy.htm
Obiettivi della BCE
La BCE non ha l’obiettivo della massima occupazione ma solo quello della stabilità dei prezzi.
L’obiettivo è un tasso di inflazione (HICP) del 2% nel medio periodo.
Anche per la BCE la formulazione è stata rivista nel 2021. Prima si parlava di “below, but close to 2%”.
Nel 2021 Il target è diventato simmetrico: deviazioni positive o negative sono ugualmente indesiderabili. La concezione precedente (below 2%) rifletteva l’idea di banca centrale soprattutto come garanzia contro l’inflazione. Nel 2021 scompare l’idea del 2% come tetto, anche se ovviamente permangono diverse sensibilità sul tema inflazione all’interno del board della BCE.
Perché il 2% e non lo 0%?
Il target del 2% non ha un particolare significato economico, non esiste una spiegazione scientifica del perché il target sia fissato a questo livello.
Per prima fu la Nuova Zelanda ad adottarlo negli anni Ottanta. La FED lo fece ufficialmente nel 2012.
In genere, le banche centrali vogliono lasciare un certo inflation buffer sopra lo zero per avere ancora armi a disposizione in caso di rallentamento e per evitare rischi di deflazione.
Con un’inflazione pari a zero anche i tassi sarebbero vicini allo zero, lasciando scarse possibilità di reazione alla banca centrale in caso di rallentamento dell’economia.