Guida agli investimenti

Opzioni finanziarie

Opzioni finanziarie


Che cosa sono i contratti di opzione?


Le opzioni finanziarie sono strumenti derivati che conferiscono al possessore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere un’attività sottostante a un prezzo stabilito (chiamato prezzo di esercizio o strike price) ad una data futura prestabilita (opzioni di tipo europeo) o entro una certa data futura (opzioni di tipo americano).

I principali tipi di opzioni


Ci sono due tipi principali di opzioni:

  1. Opzioni call: che conferiscono il diritto a comprare.
  2. Opzioni put: che conferiscono il diritto a vendere.


È molto importante notare come Il compratore del contratto di opzione acquisisca un diritto che eserciterà solo se è per lui conveniente dal punto di vista economico.

Il venditore del contratto è invece obbligato a vendere (opzioni call) o a comprare (opzioni put) nel caso in cui chi ha acquistato l’opzione voglia esercitare il suo diritto.

Dunque, il compratore esercita il diritto che ha acquistato se gli conviene. Il venditore è invece obbligato a comprare o vendere anche se non gli conviene rispetto al livello a cui l’attività sottostante in questione tratta sul mercato. Potrebbe essere obbligato a comprare sopra il prezzo corrente di mercato o a vendere sotto il prezzo di mercato.

Il compratore, dal canto suo, è chiamato a pagare un premio per acquistare il diritto a comprare o vendere. Se alla scadenza non gli converrà esercitare il diritto acquistato, perderà il premio pagato.


Facciamo un esempio


Supponiamo ad esempio che un investitore compri un’opzione call su 100 azioni Apple con prezzo di esercizio pari a 200 dollari per scadenza a giugno.

In questo caso, l’investitore acquisisce il diritto a comprare a 200 dollari a giugno. Supponiamo che il prezzo dell’opzione sia 10 dollari.

Naturalmente, eserciterà questo diritto a scadenza solo se il prezzo di mercato è superiore a 200, per esempio 250 dollari, e chi ha venduto l’opzione sarà obbligato a vendere il titolo Apple a 200 dollari.

Il compratore farà un profitto pari a 50 dollari per azione (250 – 200) meno il premio pagato (10). Il suo profitto sarà quindi pari a 40 dollari.

Se il prezzo di Apple è invece pari a 160 dollari a scadenza, il detentore dell’opzione non avrà alcun interesse ad esercitarla comprando a 200 dollari quando può comprare sul mercato a 160 e lascerà l’opzione scadere, perdendo i 10 dollari pagati come premio, che costituiranno invece un profitto per il venditore.



Il calcolo del premio dell’opzione


Per calcolare il premio dell’opzione esistono modelli di valutazione complessi che hanno come input:

  • il prezzo dell’attività sottostante
  • lo strike price
  • il tempo a scadenza
  • i tassi d’interesse
  • i dividendi
  • la volatilità futura dell’asset


In questa sede non spiegheremo nel dettaglio il funzionamento di questi modelli di valutazione.

Ci basta intuitivamente comprendere il senso delle relazioni.

Per un’opzione call: minore lo strike price rispetto al prezzo di mercato maggiore il prezzo dell’opzione, e viceversa. Intuitivamente, più l’opzione mi dà diritto di acquistare ad un livello conveniente rispetto ai prezzi di mercato maggiore il premio che devo pagare per acquistarla.

Per un’opzione put: maggiore lo strike price rispetto al prezzo di mercato maggiore il prezzo dell’opzione, e viceversa. Intuitivamente, più l’opzione mi dà diritto di vendere ad un livello conveniente rispetto ai prezzi di mercato maggiore il premio che devo pagare per acquistarla.

Per quanto riguarda la volatilità, più un asset è volatile maggiore è il prezzo dell’opzione. Un po’ come per un contratto di assicurazione, il venditore richiederà un prezzo più elevato per un’opzione che ha come sottostante un asset che si muove molto e che potrebbe obbligarlo a comprare o vendere a prezzi molto sfavorevoli. Sia il prezzo delle call che quello delle put aumenta quindi con l’aumentare della volatilità futura attesa.

Lo stesso tipo di relazione si ha con il tempo a scadenza. Maggiore la durata del contratto maggiore il prezzo delle opzioni, sia call che put.

L’impatto di tassi d’interesse e dividendi è meno evidente e anche meno importante ai fini di una comprensione intuitiva dell’argomento. Entrano entrambi in gioco nel calcolo del prezzo forward che viene utilizzato per calcolare il valore dell’attività al momento della scadenza dell’opzione. Un aumento dei tassi d’interesse e una diminuzione dei dividendi fa salire il prezzo forward e questo aumenta il valore delle call, e viceversa. Un aumento del prezzo forward fa invece diminuire il valore delle put, e viceversa.


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