Guida agli investimenti

Orizzonte temporale

Orizzonte temporale


Che cosa si intende per orizzonte temporale

L’orizzonte temporale può essere inteso come il periodo di tempo per il quale si è disposti a detenere un determinato investimento.

Questo può andare da pochi secondi per uno speculatore all’arco di una vita per un investitore che vuole mettere da parte un capitale per la pensione.

L’effetto sulla capacità di assumere rischi finanziari

Gli investimenti considerati più rischiosi, come quelli sul mercato azionario, hanno fondamentalmente due caratteristiche:

  • Tendono ad oscillare nel corso del tempo
  • Hanno sempre mostrato una tendenza rialzista nel lungo periodo


Le oscillazioni, che la finanza chiama tecnicamente volatilità, possono essere un problema per chi intende detenere un investimento per un periodo limitato di tempo. La cosa peggiore sarebbe infatti trovarsi costretti a smobilizzare un investimento in perdita proprio nel momento in cui le oscillazioni dei mercato ne avessero fatto momentaneamente scendere il valore.

Se si pensa di aver bisogno di quei fondi a breve, ad esempio per finanziare l’acquisto di una casa o di una macchina, è consigliabile non investirli in asset volatili. Se l’orizzonte temporale è inferiore ai 3-5 anni è meglio evitare del tutto il comparto azionario.

Al contrario, chi non ha bisogno del denaro investito a breve, potrebbe tranquillamente ignorare le oscillazioni del mercato, che ne costituiscono una sua caratteristica fisiologica, e sfruttare la tendenza rialzista di lungo periodo.

Ad un orizzonte temporale più lungo corrisponde quindi una maggiore capacità di acquistare asset rischiosi. Questi sono in genere caratterizzati da una maggiore volatilità ma anche da un maggior rendimento atteso di lungo periodo.

Vi è una certa consuetudine, soprattutto in Italia, ad evitare le oscillazioni del mercato rifugiandosi in asset troppo sicuri anche da parte di quegli investitori che invece avrebbero la tutta possibilità di ignorare la volatilità di breve termine concentrandosi invece sull’investimento di lungo periodo.

Questo porta a dei rendimenti molto inferiori a quelli che si sarebbero potuti ottenere. Nei limiti della propria tolleranza psicologica alle oscillazioni del valore del portafoglio, chi può rischiare dovrebbe invece farlo per ottenere sostanziali miglioramenti nel rendimento di lungo periodo.


La probabilità di perdita diminuisce con l’allungarsi del periodo di detenzione dell’investimento

Il grafico sotto mostra la percentuale di periodi in cui, dal 1928 ad oggi, si è ottenuto un rendimento positivo sull’indice S&P 500 investendo su diversi orizzonti temporali.

Come si vede, investendo per un giorno, la percentuale di rendimenti positivi è poco sopra al 50%, investendo per un anno i rendimenti sono stati positivi nel 74% dei casi mentre chi ha avuto la pazienza di attendere 20 anni ha sempre ottenuto un risultato positivo alla fine del periodo.


Un allungamento dell’orizzonte temporale di investimento comporta quindi una diminuzione del rischio di perdita.

A questo riguardo sono però opportune due considerazioni:

  • Non tutti gli indici hanno avuto un comportamento così brillante come l’indice S&P 500 ma questo non nega comunque la tendenza rialzista di lungo periodo
  • Il comportamento del passato non necessariamente si ripeterà in futuro


Fatte queste doverose precisazioni, possiamo però dire che la capacità di creare utili da parte delle imprese rende molto probabile il mantenimento in futuro di una tendenza rialzista di fondo che favorisce gli investimenti di lungo periodo.

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