Che cosa si intende per volatility drag?
Con il termine volatility drag ci si riferisce all’erosione del rendimento composto operata dalle oscillazioni del prezzo di un asset.
Che cosa vuol dire?
Supponiamo di partire da un capitale pari a 100 e di perdere il primo anno il 50% e di guadagnare il secondo anno il 50%.
Alla fine del secondo anno ci ritroveremmo con un capitale di 75, per un rendimento di -25% (-13.4% annuo).
Questo è il rendimento composto, cioè quello che effettivamente resta in tasca all’investitore. Come si vede quello che rimane non ha nulla a che fare con il rendimento medio (che sarebbe 0% in questo caso).
È evidente dunque che, a parità di rendimento medio, la volatilità in sé opera una distruzione di valore.
Perché succede?
Questo succede perché ogni volta che il portafoglio oscilla al ribasso, il successivo rialzo percentuale opera su un capitale minore e quindi, in termini monetari, dà luogo ad un guadagno minore, e viceversa. Il rendimento del 50% del secondo anno, opera su un capitale di 50 e non più sul capitale iniziale di 100.
Questa distruzione di valore allontana il rendimento che l’investitore effettivamente riceve dal rendimento medio.
La distruzione di valore operata dalla volatilità è quantificabile ed è pari a 0.5*Volatilità^2, come evidenziato dal grafico.

Per una trattazione più approfondita di questo argomento e per una discussione di come questo meccanismo sia particolarmente rilevante per gli strumenti a leva, si veda questo post.